Il Webgiornale dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori              Direttore Responsabile: Antonio Marziale

  

Registrazione del Tribunale di Milano numero 290 del 26 Aprile 2006

            

Lotta alla pedofilia

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. Campagna permanente di sensibilizzazione socio-culturale

1.      Relazione

Con manifestazioni sempre più disinvolte ed impunite, potentissime organizzazioni dedite allo sfruttamento sessuale dei bambini lavorano per normalizzare e legittimare la pedofilia.

In Olanda, un gruppo di teorici della “libertà sessuale dei bambini” ha fondato un “Partito pedofilo”, del quale il Tribunale dell’Aja ne ha stucchevolmente sancito la costituzionalità: “per non ledere – si legge testualmente nel dispositivo di sentenza – il diritto alla libertà d’espressione”. Tra le finalità del neo partito, che agisce sotto la sigla “Nvd” e all’insegna del motto “Amore per il prossimo, libertà e diversità”: l’abbassamento dell’età del consenso sessuale da 16 a 12 anni con conseguente possibilità per i minori di partecipare a film pornografici e anche prostituirsi, la depenalizzazione del possesso di pornografia infantile, la libera trasmissione di film pornografici – anche di giorno – sui canali televisivi.

Ancor prima dell’avvento del “Partito pedofilo”, i Carabinieri di Roma hanno portato alla luce il “Fronte per la liberazione dei pedofili”, una banda che teorizzava la “lotta armata verso i nemici della violenza sui minori” e progettava attentati contro investigatori impegnati nella lotta alla pedofilia. Lo sporco affare andava avanti da anni coinvolgendo 91 soggetti in età evolutiva sottoposti a violenze documentate con 89 mila foto e 128 filmati.

Le comunità pedofile, inoltre, hanno ideato il “Boyloveday international”, ossia “Giornata internazionale dell’orgoglio pedofilo”, che da circa un decennio si celebra attraverso l’interazione su Internet e lo scambio di materiale audiovisivo scabroso, per la realizzazione del quale non vengono risparmiate sevizie nemmeno a neonati con soli pochi giorni di vita. “In alcuni casi per fortuna rari, ma raccapriccianti, le violenze sono tali da arrivare perfino ad uccidere le piccole vittime”: si legge sul sito web della Polizia di Stato. Cercano proseliti con l’obiettivo di diffondere la “cultura della pedofilia” e la “filosofia del pedofilo responsabile”, storpiando frasi di illustri filosofi e scienziati per convincere l’opinione pubblica “che si tratta di una sessualità lecita” e manifestando “solidarietà” a quanti sono finiti nelle maglie della giustizia per reati di abuso sessuale su minori

Quanto sin qui descritto comprova come la pedofilia – malattia contemplata nell’ambito delle parafilie, cioè disturbi della sfera sessuale –, fuoriuscita dall’ambito puramente psicopatologico, si sia collocata in una sfera di devianza sociale con finalità lucrative. Il mercato pedopornografico, infatti, frutta ai pedocriminali ingenti profitti.

Il più recente rapporto redatto dall’Osservatorio internazionale sulla pedofilia online di Telefono Arcobaleno evidenzia che:

§         il pedobusiness cresce in misura più che proporzionale rispetto alla pedopornografia online, indice del terribile meccanismo economico di produzione-offerta-consumo che alimenta il circuito perverso e criminale della domanda di nuovi materiali e della loro produzione e distribuzione;

§          la fascia di età dei bambini maggiormente coinvolti va dai 7 ai 14 anni, anche se, purtroppo, è in aumento l’offerta di materiali pedopornografici con immagini di bimbi molto piccoli;

§          l’accesso ad un sito pedopornografico costa in media 80 dollari;

§          un sito pedopornografico genera mediamente un’utenza giornaliera di oltre 400 clienti;

§          la durata di un film pedopornografico è di circa 40 - 50 minuti;

§          un sito pedopay frutta mediamente 34 mila dollari al giorno;

§          il pedobusiness frutta quotidianamente alle organizzazioni criminali oltre 13 milioni di dollari;

§          lo sfruttamento sessuale dei bambini su Internet ha un valore stimato di  oltre 4 miliardi di dollari l’anno;

§          i siti pedopay quotidianamente attivi sono circa 400;

§          il prezzo di un dvd pedopornografico si aggira intorno ai 350 dollari;

§          il prezzo di un cd è, invece, di circa 120 dollari.

Il database dell’Interpol, attivo dal 2001, contiene attualmente circa 550 mila foto che testimoniano abusi sessuali su oltre 20 mila bambini. L’individuazione dei pedofili in Rete ha permesso alla Polizia Postale e delle Comunicazioni, dal 2002 ad oggi, di effettuare 201 arresti, di avanzare 4.007 denunce a piede libero, di effettuare 3.949 perquisizioni e di monitorare quasi 280 mila siti Internet. Tra questi, 177 sono stati fatti chiudere in Italia e quasi 11 mila sono stati segnalati ad organismi stranieri. Sono state almeno 60 le operazioni di rilievo internazionale condotte dagli inquirenti italiani in collaborazione con gli omologhi di altri Paesi.

Fatti e cifre rendono intelligibili le proporzioni di un “crimine contro l’umanità” nei confronti del quale istituzioni democratiche e corpo sociale, nelle proprie peculiari stratificazioni, sono tenute ad intraprendere azioni di contrasto per garantire a tutti i bambini i diritti sanciti dalla “Convenzione internazionale sui diritti dei minori”, che l’Italia ha ratificato in data 27 maggio 1991 con la legge n° 176.

2.      Finalità

Trasformare l’indignazione in azione collettiva: è l’obiettivo della “Campagna permanente di sensibilizzazione socio-culturale contro la pedofilia” pianificata dall’Osservatorio sui Diritti dei Minori in collaborazione con l’Associazione Nazionale Sociologi. Il progetto è orientato a sviluppare una rete di scelte condivise sul piano culturale da contrapporre al progresso esponenziale del fenomeno pedocriminale nelle sue articolate manifestazioni ed è indirizzato:

§         alle amministrazioni pubbliche locali – uffici di presidenza regionali e provinciali, sindaci, assessorati alle politiche sociali, alla cultura, all’infanzia e all’istruzione –, giacché l’agire quotidiano della cittadinanza di riferimento ha assunto connotazioni cosmopolite e si compie nel “villaggio globale” piuttosto che entro le linee delimitanti il proprio territorio di residenza. Pertanto, la cooperazione delle istituzioni locali in progetti di tutela dei diritti umani universali – soprattutto dell’infanzia e dell’adolescenza – si colloca tra i servizi di utilità socio-culturale maggiormente sollecitati dai propri utenti poiché dagli stessi ritenuta fondamentale al loro processo di formazione di un’identità europea;

§         alle aziende private, sollecitate dal target di riferimento e dalle istituzioni internazionali a raggiungere – oltre il profitto – un rilevante livello di “responsabilità sociale d’impresa”, di integrazione volontaria, cioè, alle preoccupazioni etiche collettive socialmente rilevanti. Dati Ipsos Explorer – Sodalitas rilevano che: “L’82% degli italiani è favorevole alla partecipazione delle imprese per la risoluzione dei problemi sociali. Le stesse fonti attestano che: “secondo il 73% dei consumatori la responsabilità sociale contribuisce ad aumentare la visibilità delle imprese, differenziandole rispetto alle concorrenti”. Dal World Economic Forum di Davos è scaturito inoltre che: “La reputazione del marchio – determinata soprattutto dal livello di responsabilità sociale d’impresa – vale oltre il 40% della capitalizzazione d’azienda”;

§         ad associazioni e singoli cittadini, perché la loro massificazione in termini di sensibilizzazione verso le problematiche legate ai diritti fondamentali dei minori concorre a stimolare le istituzioni legislative a conferire priorità alle politiche minorili e ad intraprendere, consequenzialmente, efficaci misure di contrasto nei confronti ogni forma di abuso.

Il social network – rete sociale – ha il compito di ridefinire il contesto in cui si muovono tutte le parti coinvolte e invertire il comportamento di una civiltà che, evidentemente non abbastanza informata sugli effetti devastanti della pedofilia, è permeata da un alto indice d’indifferenza, terreno ideale per la proliferazione del più abbietto tra i crimini.

I punti di convergenza programmatica individuati dall’Osservatorio sui Diritti dei Minori, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Sociologi, sono i seguenti:

§          riconoscere la pedofilia quale reato a sfondo patologico;

§          definire che la componente patologica del delitto non può e non deve in alcun modo costituire motivo di attenuanti di sorta;

§          reclamare l’inflessibile applicazione delle pene e la possibilità per i rei di essere reintegrati al vivere sociale attraverso percorsi obbligatori di psico-riabilitazione;

§          distinguere il commercio pedopornografico dall’aspetto patologico ed inquadrarlo quale ulteriore forma di devianza finalizzata ad “associazione a delinquere”;

§          individuare come “apologia di reato” la divulgazione della pseudocultura pedofila;

§          sollecitare l’Onu a riconoscere ufficialmente la pedofilia quale “crimine contro l’umanità”.

Perché gli obbiettivi possano concretizzarsi è necessaria la più vasta unità d’intenti. Occorre rifuggire dagli slogan ad effetto per favorire una corretta comprensione del fenomeno e stimolare l’opinione pubblica a rendersi protagonista in un processo di tutela dei minori che abbia cittadinanza attiva sin dalle mura domestiche (l’abuso sessuale intrafamiliare è tra quelli più diffusi).

C'è, dunque, bisogno d’inquadrare la lotta alla pedofilia nella dimensione di una più generale cultura dell’infanzia e dell’adolescenza, dell’attenzione e del rispetto, della solidarietà e di un rapporto positivo fra le generazioni. Ogni adulto che viene a contatto con un bambino deve saper contribuire al suo difficile itinerario di crescita e proteggerlo dai pericoli.

La pedofilia non esiste soltanto nei momenti in cui i mass media riportano enfaticamente la cronaca di singoli episodi, ma è una realtà quotidianamente patita sulla propria pelle da un numero inquantificabile di bimbi. Per tale ragione, l’azione di contrasto non può e non deve assumere connotazioni emergenziali, ma costanti nell’ordinario agire di una collettività che non può dirsi compiutamente civile laddove c’è anche un solo bambino violato.

3.      Piano d’azione

Il composito piano d’azione per il conseguimento degli obiettivi prefissati prevede:

§         la pubblicazione sull’homepage del sito Internet ufficiale dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori – www.osservatoriominori.org – di una sezione denominata “Campagna permanente di sensibilizzazione socio-culturale contro la pedofilia” all’interno della quale sono contenuti: studi, ricerche, normative vigenti, proposte di legge ed una rassegna stampa tematica con collegamenti a siti web istituzionali e di realtà associazionistiche impegnate nella lotta alla pedofilia. Elementi utili per favorire presso l’opinione pubblica l’esatta percezione del fenomeno. Lo spazio online è altresì composto da una “Scuola online permanente di educazione ai media” patrocinata dal Ministero delle Comunicazioni e da qualificati enti pubblici e privati, da una “Area di ricerca”, da un “Centro documentale e da un “Webgiornale” per la cui redazione collaborano prestigiose firme del panorama scientifico e intellettuale: ingredienti che collocano il sito tra quelli maggiormente esplorati da legislatori, studenti, studiosi, operatori dell’informazione, genitori ed educatori. Molteplici sono i laureati che attingono ai contenuti del sito in fase di stesura delle proprie tesi di laurea. Internet è lo strumento privilegiato dai delinquenti per la diffusione della pseudocultura pedofila, perciò lo stesso medium deve essere il principale mezzo di contrapposizione;

§          la celebrazione di seminari a dimensione locale, nazionale e transnazionale;

§          la pubblicazione di studi e ricerche;

§          la collaborazione con le istituzioni in termini di proposta legislativa;

§          la sensibilizzazione dei mezzi d’informazione;

§          l’interazione con istituti scolastici e realtà associazionistiche.

L’insieme delle iniziative contemplate costituisce il terreno culturalmente e socialmente ideale sul quale edificare un network solidale in grado di amplificare il grido soffocato di inermi creature costrette a soggiacere alle malsane voglie di criminali privi di scrupoli ed abbattere la soglia di indifferenza sociale – implicita al processo di globalizzazione in atto – nelle cui maglie si annida l’agire delle potentissime organizzazioni pedocriminali.

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