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1.
Relazione
Con manifestazioni sempre più disinvolte ed impunite, potentissime
organizzazioni dedite allo sfruttamento sessuale dei
bambini lavorano per normalizzare e legittimare la
pedofilia.
In Olanda, un gruppo di teorici della “libertà sessuale dei
bambini” ha fondato un “Partito pedofilo”,
del quale il Tribunale dell’Aja ne ha
stucchevolmente sancito la costituzionalità: “per
non ledere – si legge testualmente nel
dispositivo di sentenza – il diritto alla
libertà d’espressione”. Tra le finalità del neo
partito, che agisce sotto la sigla “Nvd” e
all’insegna del motto “Amore per il prossimo,
libertà e diversità”:
l’abbassamento dell’età del consenso
sessuale da 16 a 12 anni con conseguente possibilità
per i minori di partecipare a film pornografici e
anche prostituirsi, la depenalizzazione del possesso
di pornografia infantile, la libera trasmissione di
film pornografici – anche di giorno – sui canali
televisivi.
Ancor
prima dell’avvento del “Partito pedofilo”, i
Carabinieri di Roma hanno portato alla luce il “Fronte
per la liberazione dei pedofili”, una banda che
teorizzava la “lotta armata verso i nemici della
violenza sui minori” e progettava attentati
contro investigatori impegnati nella lotta alla
pedofilia. Lo sporco affare andava avanti da anni
coinvolgendo 91 soggetti in età evolutiva sottoposti
a violenze documentate con 89 mila foto e 128
filmati.
Le
comunità pedofile, inoltre, hanno ideato il “Boyloveday
international”, ossia “Giornata
internazionale dell’orgoglio pedofilo”, che da
circa un decennio si celebra attraverso
l’interazione su Internet
e lo scambio di materiale audiovisivo scabroso, per
la realizzazione del quale non vengono risparmiate
sevizie nemmeno a neonati con soli pochi giorni di
vita. “In alcuni casi per fortuna rari, ma
raccapriccianti, le violenze sono tali da arrivare
perfino ad uccidere le piccole vittime”: si
legge sul sito web della Polizia di Stato.
Cercano proseliti con
l’obiettivo di diffondere la “cultura della
pedofilia” e la “filosofia del pedofilo
responsabile”, storpiando frasi di illustri
filosofi e scienziati per convincere l’opinione
pubblica “che si tratta di una sessualità lecita”
e manifestando “solidarietà” a quanti sono
finiti nelle maglie della giustizia per reati di
abuso sessuale su minori
Quanto sin qui descritto
comprova come la pedofilia – malattia contemplata
nell’ambito delle parafilie, cioè disturbi
della sfera sessuale –, fuoriuscita dall’ambito
puramente psicopatologico, si sia collocata in una
sfera di devianza sociale con finalità lucrative. Il
mercato pedopornografico, infatti, frutta ai
pedocriminali ingenti profitti.
Il
più recente rapporto redatto dall’Osservatorio
internazionale sulla pedofilia online di Telefono
Arcobaleno evidenzia che:
§ il
pedobusiness cresce in misura più che
proporzionale rispetto alla pedopornografia online,
indice del terribile meccanismo economico di
produzione-offerta-consumo che alimenta il circuito
perverso e criminale della domanda di nuovi
materiali e della loro produzione e distribuzione;
§
la fascia di età dei bambini maggiormente coinvolti
va dai 7 ai 14 anni, anche se, purtroppo, è in
aumento l’offerta di materiali pedopornografici con
immagini di bimbi molto piccoli;
§
l’accesso ad un sito pedopornografico costa in media
80 dollari;
§
un sito pedopornografico genera mediamente un’utenza
giornaliera di oltre 400 clienti;
§
la durata di un film pedopornografico è di circa 40
- 50 minuti;
§
un sito pedopay frutta mediamente 34 mila
dollari al giorno;
§
il pedobusiness frutta quotidianamente alle
organizzazioni criminali oltre 13 milioni di
dollari;
§
lo sfruttamento sessuale dei bambini su Internet ha
un valore stimato di oltre 4 miliardi di dollari
l’anno;
§
i siti pedopay quotidianamente attivi sono
circa 400;
§
il prezzo di un dvd pedopornografico si aggira
intorno ai 350 dollari;
§
il prezzo di un cd è, invece, di circa 120 dollari.
Il database dell’Interpol, attivo dal 2001, contiene attualmente
circa 550 mila foto che testimoniano abusi sessuali
su oltre 20 mila bambini.
L’individuazione dei pedofili in Rete ha permesso
alla Polizia Postale e delle Comunicazioni, dal 2002
ad oggi, di effettuare 201 arresti, di avanzare
4.007 denunce a piede libero, di effettuare 3.949
perquisizioni e di monitorare quasi 280 mila
siti Internet. Tra questi, 177 sono stati fatti
chiudere in Italia e quasi 11 mila sono stati
segnalati ad organismi stranieri. Sono state almeno
60 le operazioni di rilievo internazionale
condotte dagli inquirenti italiani in collaborazione
con gli omologhi di altri Paesi.
Fatti e cifre rendono intelligibili le proporzioni
di un “crimine contro l’umanità” nei confronti del
quale istituzioni democratiche e corpo sociale,
nelle proprie peculiari stratificazioni, sono tenute
ad intraprendere azioni di contrasto per garantire a
tutti i bambini i diritti sanciti dalla “Convenzione
internazionale sui diritti dei minori”, che l’Italia
ha ratificato in data 27 maggio 1991 con la legge n°
176.
2.
Finalità
Trasformare l’indignazione in azione collettiva: è
l’obiettivo della “Campagna permanente di
sensibilizzazione socio-culturale contro la
pedofilia” pianificata dall’Osservatorio sui
Diritti dei Minori in collaborazione con
l’Associazione Nazionale Sociologi. Il progetto è
orientato a sviluppare una rete di scelte condivise
sul piano culturale da contrapporre al progresso
esponenziale del fenomeno pedocriminale nelle
sue articolate manifestazioni ed è indirizzato:
§ alle
amministrazioni pubbliche locali – uffici di
presidenza regionali e provinciali, sindaci,
assessorati alle politiche sociali, alla cultura,
all’infanzia e all’istruzione –, giacché l’agire
quotidiano della cittadinanza di riferimento ha
assunto connotazioni cosmopolite e si compie nel
“villaggio globale” piuttosto che entro le linee
delimitanti il proprio territorio di residenza.
Pertanto, la cooperazione delle istituzioni locali
in progetti di tutela dei diritti umani universali –
soprattutto dell’infanzia e dell’adolescenza – si
colloca tra i servizi di utilità socio-culturale
maggiormente sollecitati dai propri utenti poiché
dagli stessi ritenuta fondamentale al loro processo
di formazione di un’identità europea;
§ alle
aziende private, sollecitate dal target di
riferimento e dalle istituzioni internazionali a
raggiungere – oltre il profitto – un rilevante
livello di “responsabilità sociale d’impresa”,
di
integrazione volontaria, cioè, alle
preoccupazioni etiche collettive socialmente
rilevanti.
Dati Ipsos Explorer – Sodalitas rilevano che: “L’82%
degli italiani è favorevole alla partecipazione
delle imprese per la risoluzione dei problemi
sociali”. Le stesse fonti attestano che:
“secondo il 73% dei consumatori la responsabilità
sociale contribuisce ad aumentare la visibilità
delle imprese, differenziandole rispetto alle
concorrenti”. Dal World Economic Forum di Davos
è scaturito inoltre che: “La reputazione del
marchio – determinata soprattutto dal livello di
responsabilità sociale d’impresa – vale oltre il
40% della capitalizzazione d’azienda”;
§ ad
associazioni e singoli cittadini, perché la loro
massificazione in termini di sensibilizzazione verso
le problematiche legate ai diritti fondamentali dei
minori concorre a stimolare le istituzioni
legislative a conferire priorità alle politiche
minorili e ad intraprendere, consequenzialmente,
efficaci misure di contrasto nei confronti ogni
forma di abuso.
Il
social network
– rete sociale – ha il compito di ridefinire il
contesto in cui si muovono tutte le parti coinvolte
e invertire il comportamento di una civiltà che,
evidentemente non abbastanza informata sugli effetti
devastanti della pedofilia, è permeata da un alto
indice d’indifferenza, terreno ideale per la
proliferazione del più abbietto tra i crimini.
I punti di convergenza programmatica individuati
dall’Osservatorio sui Diritti dei Minori, in
collaborazione con l’Associazione Nazionale
Sociologi, sono i seguenti:
§
riconoscere la pedofilia quale reato a sfondo patologico;
§
definire che la componente patologica del delitto non può e
non deve in alcun modo costituire motivo di
attenuanti di sorta;
§
reclamare l’inflessibile applicazione delle pene e la
possibilità per i rei di essere reintegrati al
vivere sociale attraverso percorsi obbligatori di
psico-riabilitazione;
§
distinguere il commercio pedopornografico dall’aspetto
patologico ed inquadrarlo quale ulteriore forma di
devianza finalizzata ad “associazione a delinquere”;
§
individuare come “apologia di reato” la divulgazione
della pseudocultura pedofila;
§
sollecitare l’Onu a riconoscere ufficialmente la
pedofilia quale “crimine contro l’umanità”.
Perché gli obbiettivi possano concretizzarsi è
necessaria la più vasta unità d’intenti. Occorre
rifuggire dagli slogan ad effetto per favorire una
corretta comprensione del fenomeno e stimolare
l’opinione pubblica a rendersi protagonista in un
processo di tutela dei minori che abbia cittadinanza
attiva sin dalle mura domestiche (l’abuso sessuale
intrafamiliare è tra quelli più diffusi).
C'è, dunque, bisogno d’inquadrare la lotta alla
pedofilia nella dimensione di una più generale
cultura dell’infanzia e dell’adolescenza,
dell’attenzione e del rispetto, della solidarietà e
di un rapporto positivo fra le generazioni. Ogni
adulto che viene a contatto con un bambino deve
saper contribuire al suo difficile itinerario di
crescita e proteggerlo dai pericoli.
La pedofilia non esiste soltanto nei momenti in cui
i mass media riportano enfaticamente la
cronaca di singoli episodi, ma è una realtà
quotidianamente patita sulla propria pelle da un
numero inquantificabile di bimbi. Per tale ragione,
l’azione di contrasto non può e non deve assumere
connotazioni emergenziali, ma costanti
nell’ordinario agire di una collettività che non può
dirsi compiutamente civile laddove c’è anche un solo
bambino violato.
3.
Piano d’azione
Il composito piano d’azione per il conseguimento
degli obiettivi prefissati prevede:
§ la
pubblicazione sull’homepage del sito Internet
ufficiale dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori –
www.osservatoriominori.org – di una sezione
denominata “Campagna
permanente di sensibilizzazione socio-culturale
contro la pedofilia”
all’interno della quale sono contenuti: studi,
ricerche, normative vigenti, proposte di legge ed
una rassegna stampa tematica con collegamenti a siti
web istituzionali e di realtà associazionistiche
impegnate nella lotta alla pedofilia. Elementi utili
per favorire presso l’opinione pubblica l’esatta
percezione del fenomeno. Lo spazio online è altresì
composto da una “Scuola online permanente di
educazione ai media” patrocinata dal Ministero
delle Comunicazioni e da qualificati enti pubblici e
privati, da una “Area di ricerca”, da un “Centro
documentale” e da un “Webgiornale”
per la cui redazione collaborano prestigiose firme
del panorama scientifico e intellettuale:
ingredienti che collocano il sito tra quelli
maggiormente esplorati da legislatori, studenti,
studiosi, operatori dell’informazione, genitori ed
educatori. Molteplici sono i laureati che attingono
ai contenuti del sito in fase di stesura delle
proprie tesi di laurea. Internet è lo
strumento privilegiato dai delinquenti per la
diffusione della pseudocultura pedofila, perciò lo
stesso medium deve essere il principale mezzo
di contrapposizione;
§
la celebrazione di seminari a dimensione locale,
nazionale e transnazionale;
§
la pubblicazione di studi e ricerche;
§
la collaborazione con le istituzioni in termini di
proposta legislativa;
§
la sensibilizzazione dei mezzi d’informazione;
§
l’interazione con istituti scolastici e realtà
associazionistiche.
L’insieme delle iniziative contemplate costituisce
il terreno culturalmente e socialmente ideale sul
quale edificare un network solidale in grado
di amplificare il grido soffocato di inermi creature
costrette a soggiacere alle malsane voglie di
criminali privi di scrupoli ed abbattere la soglia
di indifferenza sociale – implicita al processo di
globalizzazione in atto – nelle cui maglie si annida
l’agire delle potentissime organizzazioni
pedocriminali. |