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"Cittadini" e non "sudditi" dei Media
(Milano, 18 novembre 2004) Il peso e l’influenza dei
mass media sulla società costituiscono un problema
che mobilita l’opinione pubblica mondiale.
Il
connubio comunicazioni - tecnologia alimenta ed
influenza la vita mentale, affettiva e sociale di
tutti ed in particolare quella dei soggetti in età
evolutiva, che proprio dai mezzi di comunicazione di
massa traggono elementi rilevanti per costruire la
propria identità.
Il
ruolo dei media quali agenzie di socializzazione,
con funzioni pertanto educative, è ormai
riconosciuto all’unisono dalla comunità scientifica
ed è per tale fondata ragione che, a livello
internazionale, imperversa un acceso dibattito sulla
qualità dei contenuti mediatici, messa in stato
d’accusa per i modelli inopportuni che propone e che
finiscono per inficiare il ruolo formativo e
l’autorevolezza della famiglia e della scuola.
Studi e ricerche dimostrano come i media determinino
perfino ricadute patologiche (pubertà precoce,
disturbi della sfera alimentare e sessuale,
teleabuso, teledipendenza, cyberdipendenza, ecc.)
oltre che psicosociali (fenomeni di emulazione,
ecc.).
Una fenomenologia, dunque, quella del rapporto mass
media - minori primeggiante nell’ambito della tutela
dei diritti fondamentali dei bambini e degli
adolescenti per il peso che essa esercita sulle fasi
del processo di sviluppo cognitivo e che ha indotto
- già dagli anni ’70 - l’Unesco (Organizzazione
Culturale Scientifica e Educativa delle Nazioni
Unite) a patrocinare un’attività definita educazione
ai media o media education.
Il
termine media education indica sia l’Educazione con
i media (considerati come strumenti da utilizzare
nei processi didattici e momento significativo
dell’esperienza dei soggetti in età evolutiva) sia
l’Educazione ai media (che si riferisce piuttosto
alla comprensione critica dei testi e del sistema
delle comunicazioni di massa, intesi non soltanto
come mezzi ma come linguaggio e cultura).
La
media education rappresenta un’attività formativa e
didattica finalizzata a sviluppare nei Minori
un’informazione di base e una comprensione critica
circa la natura, il linguaggio, le categorie e i
generi dei Media, le tecniche da loro impiegate per
costruire messaggi e produrre senso.
Considerata la difficoltà ancora persistente
dell’inserimento nelle scuole di attività organiche
di media education e vista la massiccia diffusione e
fruizione dei media da parte di un pubblico sempre
più giovane, l’Osservatorio sui Diritti dei Minori,
sin dalla sua costituzione, ha conferito al tema
priorità assoluta fornendo contributi sostanziali
nella commissione per il riassetto del sistema
radiotelevisivo del Ministero delle Comunicazioni
preposta alla stesura del Codice di
autoregolamentazione Tv e Minori ratificato il 29
novembre 2002, nella commissione ministeriale
preposta alla stesura del Contratto di Servizio tra
Ministero delle Comunicazioni e Rai –
Radiotelevisione Italiana promulgato dal Presidente
della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il 23 gennaio
2003 e nella commissione interministeriale
(Comunicazioni - Innovazione Tecnologica) preposta a
redigere il Codice Internet e Minori siglato il 19
novembre 2003.
Con il patrocinio del Ministero delle Comunicazioni,
la collaborazione dell’Associazione Nazionale
Sociologi, della cattedra di Psicologia dello
Sviluppo e dell’Educazione dell’Università degli
Studi di Pavia e di prestigiosi enti pubblici e
privati, l’Osservatorio sui Diritti dei Minori ha
varato la Scuola online permanente di Educazione ai
Media, che registra annualmente oltre 1.000.000
(unmilione) di contatti unici, polarizzando
giornalmente l’attenzione - oltre che degli stessi
soggetti in età evolutiva - di adulti con compiti
educativi, di operatori dell’informazione, di uomini
delle istituzioni e di ricercatori.
Molteplici sono le tesi di laurea discusse in
prestigiosi atenei in tema di media e minori che
esaltano l’attività di media education
dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori in tal
senso.
L’iniziativa è tesa a stimolare un approccio
costruttivo da parte degli utenti in età evolutiva
al mondo della tecnologia applicata alle
comunicazioni di massa, che ha finito per
soppiantare in termini di quantità di tempo le
primarie agenzie di socializzazione: numerosi studi
e ricerche attestano, infatti, che gli adolescenti
trascorrono quotidianamente più ore davanti al
computer, alla televisione o incollati con
l’orecchio al telefonino cellulare piuttosto che a
contatto con la famiglia e la scuola.
Insegnanti e genitori si trovano sempre più dinanzi
a soggetti in divenire che conoscono i nuovi
linguaggi informatici assai meglio di loro
trascurando quei linguaggi sui quali essi si sono
formati. Entrano, dunque, in gioco problemi
interpersonali, di ruolo e di identità, forieri
troppo spesso di fenomeni di devianza.
E’
obiettivo della Scuola online permanente di
Educazione ai Media contribuire alla riduzione del
divario generazionale originato dall’avvento
tecnologico attraverso percorsi informativi e
formativi che rendano gli individui più consapevoli
dei vari meccanismi che sottendono il mondo delle
comunicazioni di massa, rendendo così i soggetti
“cittadini” e non “sudditi” dei media.
Dott.
Antonio Marziale
Presidente Osservatorio
sui Diritti dei Minori |